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Termini nautici utili da conoscere prima di salire a bordo.

Glossario dei termini nautici principali

Conoscere i termini nautici è importante se si vuole navigare in tranquillità, sia per una questione di sicurezza, per esempio per poter comunicare tempestivamente eventuali avarie e richiedere aiuto in mare, sia per conoscere a fondo la propria imbarcazione e sapere sempre dove mettere le mani in caso di problemi, piccoli o grandi che siano.

Nell’articolo “Parti della barca e termini marinareschi: il vocabolario del mare” abbiamo affrontato la terminologia nautica dal punto di vista delle parti della barca e degli accessori di bordo. Nel seguito invece ci concentreremo sul linguaggio indispensabile da conoscere per comunicare a bordo, con un approfondimento finale sulla strumentazione elettronica.

I termini nautici di base, sei sicuro di conoscerli?

Il miglio marino è l’unità di misura internazionale che indica la distanza in mare. Un miglio marino equivale a 1,852 metri. Il nodo invece è la grandezza che misura la velocità, le miglia marine percorse in un’ora, per cui andare a una velocità di 20 nodi significa percorrere 20 miglia marine in un’ora.

L’isobara è la linea che sulle carte meteo unisce due o più punti aventi la stessa pressione atmosferica, la distanza tra linee isobare determina l’intensità del vento.

Si dice pescaggio la distanza verticale fra il punto di galleggiamento dello scafo e il suo punto più basso.

Con propulsione si intende l’atto che permette alla barca di spostarsi in avanti, questo può avvenire in molti modi: a remi, a motore, con il vento.

La rotta è generalmente il percorso in linea retta che una nave segue sulle carte nautiche per arrivare a destinazione, ma in realtà sarebbe più corretto parlare in questi termini di traiettoria. Infatti la rotta vera è un valore angolare, espresso misurando l’angolo tra la traiettoria e l’asse di rotazione terrestre nell’emisfero nord, il Nord vero.

Infine il percorso è, tra i termini nautici, quello usato per indicare la distanza percorsa da una barca in 24 ore, mentre la navigazione costiera implica una navigazione effettuata con l’osservazione di punti a terra.

Le azioni che si compiono a bordo e i termini nautici associati.

Ci sono poi dei termini nautici che sono specifici per indicare alcune azioni che si compiono a bordo o in preparazione di un’uscita in mare, oppure per definire alcuni eventi che si manifestano in presenza di determinate condizioni marine.

Se incautamente ci si avvicina a una zona di secca o poco profonda si rischia seriamente di incagliarsi, ovvero di toccare il fondale con la chiglia della barca. Meglio evitare!

Ormeggiare è l’azione di assicurare la barca alla banchina o a una boa, utilizzando ancora e cime. Quando si levano gli ormeggi e si sciolgono tutte le cime che tengono la barca legata alla banchina si dice “siamo liberi”, bella espressione che ha significato non solo in riferimento agli ormeggi ma anche nel senso di essere liberi di vivere il mare aperto e le emozioni che esso offre.

Con l’espressione dare fondo all’ancora si intende l’azione di calare l’ancora in mare.

Sbandare è il termine nautico che indica uno spostamento di lato dell’imbarcazione, una sua inclinazione a causa di un colpo di vento forte o di un’onda.

Rizzare: si rizza un materiale o un oggetto presente a bordo quando lo si fissa legandolo fortemente per evitare che esso venga spostato a causa del rollio delle onde.

Sgottare e aggottare sono termini nautici che nessun armatore vorrebbe mai dover usare, significa infatti levare l’acqua dal fondo dell’imbarcazione con un secchio o altro recipiente.

Dare priorità significa dare la precedenza a un’altra imbarcazione. Chiedere acqua vuol dire manifestare a gran voce il diritto di precedenza. Studiare le precedenze e le norme in vigore è importantissimo per scongiurare incidenti facilmente evitabili, anche nel caso si voglia portare una barca senza patente nautica.

È sempre bene ripassare i termini nautici, anche quelli che ti sembra di conoscere.

Forse i seguenti sono termini nautici già familiari ma un ripasso non fa mai male. Si dice sopravvento tutto ciò che si trova dalla parte da cui spira il vento, viceversa viene detto sottovento tutto ciò che si trova dalla parte verso cui spira il vento.

Prima di salpare è sempre bene effettuare correttamente lo stivaggio delle attrezzature, delle provviste e di tutti gli oggetti che non devono muoversi durante la navigazione. Stivare correttamente non significa solo far sì che il materiale non si sposti ma anche disporre oculatamente i pesi per garantire la stabilità della barca.

Inoltre è bene sapere che l’Istituto Idrografico della Marina Militare Italiana emette dei bollettini di avviso ai naviganti tramite i vari media a disposizione per informare riguardo a tutte le notizie urgenti e di routine riguardanti la sicurezza nel Mar Mediterraneo e dintorni.

Talvolta durante le operazioni di manutenzione della barca è opportuno pulire e “rinfrescare” la carena proteggendola con speciali sostanze e vernici antivegetative come il gel coat, una particolare resina poliestere usata per proteggere gli scafi in vetroresina dall’acqua e le intemperie. In questi casi si deve effettuare un carenaggio, ovvero portare la barca in secco per permettere la manutenzione della carena.

Oltre a consigli e chiarimenti sui termini nautici nel nostro shop nautico puoi trovare tutti i prodotti necessari per una manutenzione efficace!

Termini nautici riguardanti la conduzione della barca.

Passando alla conduzione della barca, si procede a velocità di conduzione quando si naviga tenendo la minima velocità che l’imbarcazione può mantenere con risposta adeguata del timone e si naviga di traverso quando si tiene la barca su una rotta perpendicolare alla direzione del vento e della corrente.

L’inchino, pratica divenuta tristemente nota anche fuori dall’ambiente marinaresco a causa della tragedia della Concordia, è un omaggio, un saluto che il comandante della nave fa alla terraferma avvicinandosi alla costa e facendo suonare le sirene per alcuni minuti.

Termini nautici per indicare gli strumenti elettronici principali.

Il radiofaro è una stazione radiotelegrafica che trasmette, a intervalli prestabiliti, segnali grazie ai quali è possibile tracciare la propria rotta oppure stabilire la propria posizione.

Il VHF marino è una stazione radio che riceve e trasmette segnali ad alta frequenza. È fondamentale per comunicare con una stazione radio costiera o con un’altra imbarcazione. Inoltre permette, in navigazione costiera, di ricevere bollettini meteo e altre informazioni.

L’AIS o Automatic Identification System è un sistema di telecomunicazione che riceve e trasmette periodicamente informazioni come la posizione, la velocità e la rotta su due frequenze VHF dedicate alle imbarcazioni o alle stazioni costiere presenti nelle sue vicinanze.

Il radar è un sistema di rilevamento che tramite onde radio e microonde individua posizione e distanza di tutti gli oggetti (altre imbarcazioni, costa, isole, oggetti di vario tipo e altro) in un certo raggio d’azione. È sempre più usato anche su imbarcazioni di piccole dimensioni e differisce dall’AIS in quanto il radar individua tutti gli oggetti, anche quelli che non hanno un dispositivo ricetrasmittente installato a bordo.

Tra i termini nautici più utili e importanti per la sicurezza c’è l’acronimo EPIRB che significa una volta tradotto Radiofaro di localizzazione di emergenza. Questo strumento diventa importantissimo in una situazione di emergenza come un affondamento o avaria grave dell’imbarcazione. Infatti grazie alla rete satellitare permette, dopo aver lanciato un segnale di allarme, di essere localizzati dalla Guardia Costiera. Anche le barche da diporto possono montarlo, in questo caso deve essere attivato manualmente.

Satphone è il telefono satellitare, utile per le comunicazioni laddove la rete telefonica cellulare non arriva.

Qualsiasi sia il viaggio che ci apprestiamo a intraprendere è ormai difficile immaginarci privi di GPS. Come in auto così in mare, un buon sistema di posizionamento rispetto a una carta idrografica, un navigatore nautico, è importante per viaggiare tranquilli e sicuri e fornisce dati importanti quali la posizione, la rotta, la linea di direzione a prua, la presenza di porti e zone pericolose.

Ad uso soprattutto degli appassionati di pesca c’è l’ecoscandaglio, uno strumento che serve per valutare la distanza dalla superficie dell’acqua al fondale, la presenza di zone pescose o oggetti in immersione. Per far questo sfrutta l’emissione di impulsi sonori.

Rientrano tra i termini nautici più comuni anche le stazioni meteorologiche, installate sulle imbarcazioni forniscono tutte le informazioni utili alla navigazione dal punto di vista meteo marino, utilizzando in combinazione strumenti quali barometri per misurare la pressione atmosferica, termometri per la temperatura e igrometri per determinare l’umidità dell’aria.

Per intraprendere traversate o viaggi itineranti può essere utile avere a bordo un sistema di pilotaggio automatico. Il pilota automatico individua il rapporto ottimale tra la direzione del vento e la traiettoria seguita dalla barca controllando il timone. Per funzionare a dovere si integra ad altri sistemi elettronici quali il gps o il radar (se presente) e nel caso la barca andasse fuori rotta emette dei segnali acustici di avviso.

Anche se non pensi per il momento di prendere la patente nautica, ricorda che muoversi in mare richiede attenzione e risulta perciò fondamentale avere delle nozioni, in questo articolo abbiamo cercato di riassumere le principali. La conoscenza dei termini nautici può fare la differenza, specialmente nelle situazioni inaspettate e potenzialmente pericolose, ma anche per addentrarsi meglio nell’affascinante mondo della nautica e del mare vissuto davvero.

Scrivici per chiedere consiglio o anche solo per farci sapere la tua opinione!


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